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STORIA E LEGGENDE IN BREVE...
Il Wing Tsun è uno
stile di Kung Fu che risale a circa 400 anni fa, fu’ fondato da una
donna Ng Mui, che faceva parte dei cinque monaci scampati al rogo del
monastero di Shaolin, operato dai Manchu.
La leggenda ci
tramanda che la monaca Ng Mui prese come sua discepola una giovane
ragazza di nome Yim Wing Chun, la quale era infastidita da uno scontroso
bullo del suo villaggio che la voleva sposare con la forza. La monaca
istruì la giovane ragazza alla sua nuova arte non ancora battezzata;
costei per evitare di sposare il malintenzionato lo sfidò in un
combattimento, e se avesse vinto lei si sarebbe potuta sottrarre al
matrimonio contro volontà.
Yim Wing Tsun vinse l’incontro guadagnandosi una stabile fama di abile
combattente.
La giovane donna non insegnò lo stile tramandatole dalla monaca tranne
che a suo marito, il mercante di sale Leung Bok Chao, il quale in onore
della moglie chiamò quest’arte con il suo nome: Wing Tsun Kuen, “La boxe
di Wing Chun” (in cinese Yong Chun Quan).
Attraverso ormai
quattro secoli di storia questa meravigliosa arte è giunta fino a noi
grazie al lavoro di grandi maestri che l’hanno mantenuta viva nel tempo.
L’ultimo di questi grandi è stato il
Granmaestro
Yip Man, che continuò a mantenere l’insegnamento dell’arte pressoché
segreto insegnando a un piccolo gruppo di allievi (solo cinesi) nella
regione di Fatshan, in Cina.
Tra i suoi allievi ci
fu anche un certo Li Jun Fan, che studiò con lui fino a quando partì per
l’America dove si fece chiamare Bruce Lee…
Yip
Man cominciò ad insegnare Wing Tsun per hobby (era molto ricco), ma ad
un certo punto dovette (come molti altri maestri di arti marziali)
scappare dal suo paese e rifugiarsi ad Hong Kong dove, trovandosi in
ristrettezze economiche, iniziò ad insegnare Wing Tsun per vivere.
Yip Man, durante la
sua "carriera di insegnante", attraversò diversi periodi che
influenzarono il suo modo di trasmettere lo stile; ciò si nota
facilmente esaminando le differenze che intercorrono tra i diversi stili
di Wing Tsun.
Quando ormai Yip Man
aveva chiuso la sua scuola, gli fu presentato un giovane, già esperto
praticante di Wing Tsun. Questo giovane si chiamava Leung Ting, e venne
accettato da Yip Man come studente "a porte chiuse" (cioè studente
privato).
Il Granmaestro gli
raffinò tutte le tecniche dalle basi, insegnandogli un Wing Tsun
morbido, che non necessitava di forza fisica per essere messo in
pratica, ma tremendamente efficace.
Dopo la morte del
Granmaestro, Leung Ting fondò la sua organizzazione di Kung Fu, e
brevettò il suo sistema col nome Wing Tsun.
Nel 1975 un esperto di
arti marziali tedesco, Keith K. Kernspecht, invitò Leung Ting in
Germania, divenendo suo allievo. In seguito a quest’incontro e molti
altri a seguire, Kernspecht fondò la EWTO (European WT Organization),
aprendo lo stile all’occidente.
...E PER I PIU' CURIOSI
La
storia del WingTsun si basa su un manoscritto originale del defunto
Grand Master Yip Man e sulle ricerche del Gran Master Leung Ting. Nelle
sue elaborazioni il prof. Leung Ting fa continuamente considerare che
molti elementi della leggenda del WingTsun non sono storicamente
dimostrabili e che alcuni di essi sono anzi addirittura scorretti dal
punto di vista storico scientifico.
Con il passare del tempo, fatti veri sono
stati mescolati a racconti inventati ed è nata così una storia delle
origini, che, nonostante tutto o, magari, proprio per questo continua ad
affascinare.
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Durante il governo K’anghsi della dinastia
Ching, i seguaci dello Shaolin Kung Fu erano talmente famosi, per la
loro arte del combattimento, che il governo Ching se ne preoccupò a tal
punto, da decidere di uccidere i monaci e di distruggere il monastero
che si trovava sul monte Sung, nella provincia Honan, nella Cina
centrale. Furono quindi inviati numerosi soldati con l’ordine di
distruggere il monastero e di estinguere la comunità religiosa.
Ma i
monaci del monastero Shaolin opposero una resistenza così forte, che il
monastero ne rimase indenne perfino dopo una lunga e dura lotta. Chan
Man Wai, il migliore dell’anno tra i candidati all’esame dei funzionari,
voleva fare carriera nel governo e così espose il suo piano.
Per poterlo
attuare, fece una congiura con alcuni monaci del monastero Shaolin, il
più importante dei quali si chiamava Ma Ning Yee. Quest’ultimo si lasciò
convincere a tradire i suoi compagni e incendiò il monastero a
loro insaputa. In questo modo si riuscì a ridurlo in cenere.
Durante l’incendio morirono la maggior parte dei monaci e dei
laici esperti di combattimento. Alcuni combattenti riuscirono però a scamparla e tra
questi i Cinque Anziani, capi dei cinque stili Shaolin. |
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La maestra
buddista Ng Mui, il maestro Chi Shin, il maestro Pak Mei, il maestro
Fung To Tak ed il maestro Miu Hin con i suoi discepoli, particolarmente
Hung Hai, Kwun, Fong Sai Yuk e Luk Ah Choy. Uno dei Cinque Anziani, il
maestro Chi Shin, che era anche abate e che prima dell’incendio aveva
avuto la maggior parte degli allievi, li convinse della necessità di
dover combattere contro i Manciu. Per questo Chi Shin e i suoi allievi
preferiti vennero ricercati con mandato di cattura. Chi Shin ordinò loro
di disperdersi in tutto il paese per evitare di essere catturati. Egli
stesso, per potersi salvare, assunse la falsa identità di cuoco
rifugiandosi su una giunca rossa. Altri maestri, come Miu Hin e sua
figlia Miu Tsui, si nascosero a lungo presso le stirpi dei Miao e dei
Yao, tra Szechwan e Yunnan. Più tardi vagabondarono per il paese ed
arricchirono sempre di più le leggende cinesi. In Cina sono famose le
storie “Fong Sai Yuk sfida i difensori di un torneo” e “Ng Mui uccide
Lee Pa Shan sul paletto dei fiori di pruno”. Dopo la distruzione del
monastero Shaolin i sopravvissuti si divisero per potersi salvare con
più probabilità dalla persecuzione del governo dei Manciu. Il Master Chi
Shin, ad esempio, assunse l’identità di cuoco su una giunca rossa (la
“giunca rossa” era la nave di trasporto delle troupe di teatro,
normalmente dipinta di rosso e adornata di bandiere variopinte). La
monaca Ng Mui si rifugiò nel tempio della Gru Bianca, sul monte Tai
Leung. Lì ebbe modo di dedicarsi indisturbata all’arte marziale e allo
Zen. Per lungo tempo Ng Mui rifletté su come avrebbe potuto creare una
nuova arte marziale, capace di offrire la possibilità, anche a persone
fisicamente deboli, di sconfiggere esperti delle Arti Marziali
classiche. La leggenda racconta che Ng Mui ebbe l’ispirazione decisiva
osservando una lotta tra una gru e una volpe. La volpe girava intorno
alla gru, nella speranza di poter sferrare un attacco mortale, sul
fianco non protetto di quest’ultima. La gru, però, si girava in
continuazione in modo da mostrare alla volpe il suo petto. Ogni volta
che la volpe si avvicinava troppo, tentando di attaccarla con una
zampa, la gru si difendeva con un’ala e, contemporaneamente,
contrattaccava con il becco. Mentre quindi la gru si difendeva con l’ala
e contrattaccava con il becco, la volpe astuta si avvaleva della
velocità delle proprie gambe e degli attacchi a sorpresa. Non ha
importanza come sia terminata questa lotta. Ng Mui sviluppò, grazie
all’idea ricavata da quell’osservazione, un nuovo sistema di arti
marziali. Le caratteristiche distintive più importanti del nuovo
sistema di Ng Mui, rispetto al Kung Fu Shaolin, consistevano nei
movimenti più semplici ed adattabili, nell’orientamento alla prassi e
nell’impiego più economo della forza. Il sistema di Ng Mui aveva come
scopo la sconfitta del nemico, non con la forza, bensì con il metodo.
Sul monte Tai-Leung Ng Mui conobbe un certo Yim Lee e sua figlia
WingTsun, il cui nome significa “bella primavera”. Il sistema della
monaca Ng Mui deve il suo nome melodioso proprio a questa giovane
ragazza. A quei tempi la monaca buddista Ng Mui viveva nel tempio della
Gru Bianca, sul monte Tai Leung e, più volte al mese, era solita
frequentare, per acquistare i viveri, il mercato del vicino villaggio,
dove la giovane ragazza Yim WingTsun vendeva il tofu insieme a suo
padre. I due erano fuggiti dalla loro terra natia, la provincia
Guangdong, poiché sfortunatamente il padre era stato coinvolto in un
problema giudiziario. Essendo stato allievo del monastero Shaolin, egli
aveva appreso alcune tecniche di combattimento che impiegava,
all’occorrenza, per ristabilire la giustizia dalle sue parti. Per questa
ragione, cadde in tali difficoltà, che lo costrinsero ad abbandonare la
sua terra e a rifugiarsi ai confini delle province Szechwan e Yunnan,
sul monte Tal Leung. Yim Wing Tsun crebbe e divenne una ragazza bella ed
intelligente, ma la sua bellezza ed affabilità sarebbero state anche la
fonte di gravi problemi. Infatti in quel luogo viveva un noto
attaccabrighe che si chiamava Wong, il quale cercava continuamente di
provocare liti. Purtroppo gli abitanti del villaggio non sapevano
difendersi da lui, visto che egli era un esperto di Kung Fu e che
apparteneva ad una società segreta. Attratto dalla bellezza di Yim
WingTsun, egli la chiese in sposa; WingTsun, però, era già stata
promessa sin dall’infanzia ad un giovane di nome Leung Bok Chau, un
mercante di Fuchia. Wong le mandò un messaggero, fissandole una scadenza
e minacciandola di usare violenza nel caso in cui ella lo avesse
respinto. Padre e figlia vivevano quindi nel timore per il loro futuro.
Con l’andare del tempo Ng Mui era diventata cliente abituale di Yim Lee
e spesso si intratteneva con i due. Un giorno, ella si rese conto che
erano tormentati da grandi preoccupazioni. Yim Lee le raccontò ogni cosa
e Ng Mui, che era dotata di spiccato senso della giustizia, decise di
aiutare WingTsun. Ella però non desiderava punire personalmente il
malfattore, da un lato per non far scoprire la sua vera identità, e
dall’altro perché un combattimento tra lei, la famosa maestra del
monastero Shaolin ed uno sconosciuto picchiatore sarebbe stato
considerato sleale ed inglorioso. Per questi motivi volle aiutare Yim
WingTsun trasmettendole l’arte del combattimento. Dopo soli tre anni di
lezione privata, la giovane ragazza padroneggiava perfettamente il
metodo che le era stato mostrato. Dopo l’addestramento Ng Mui la mandò
di nuovo nel tempio della Gru Bianca da suo padre. Non appena WingTsun
fu ritornata al villaggio, fu molestata dal picchiatore Wong. Questa
volta ella non scappò, ma lo sfidò in un duello. Il “rowdy” era sicuro
della sua vittoria e già si rallegrava all’idea di aver finalmente
conquistato la ragazza. Purtroppo per lui, però, aveva fatto male i
calcoli poiché WingTsun lo sconfisse mettendolo k.o.. Dopo questa
vittoria, WingTsun continuò ad esercitarsi nel combattimento e, allorché
Ng Mui decise di proseguire il suo viaggio, fu esortata a trovare un
degno successore e a istruire solo gli allievi giusti. Yim WingTsun
sposò il suo fidanzato Leung Bok Chau e gli trasmise il metodo di
combattimento che aveva appreso da Ng Mui. Leung Bok Chau, che prima di
sposarsi aveva praticato il kung Fu, non ascoltava la moglie quando
questa gli parlava della sua arte marziale, credendo che una donna fosse
troppo debole per poter essere considerata una pericolosa rivale per un
uomo. Una volta, pero, WingTsun ebbe finalmente l’opportunità di dargli
una dimostrazione pratica della sua abilità, e da allora, ogni volta che
combattevano insieme, essa riusciva a sconfiggere il marito. Solo a quel
punto egli riconobbe che sua moglie era una grande maestra di arti
marziali, e per renderle omaggio chiamò questo sistema di kung Fu:
“WingTsun Kuen”. Leung Bok Chau si allenò regolarmente con la moglie
fino a diventare egli stesso un Master di quest’arte marziale. Più tardi
egli trasmise questo sistema a Leung Lan Kwai, un ortopedico ed
erborista che non voleva rendere pubbliche le sue conoscenze di Kung Fu,
tenendole gelosamente per sé. Nemmeno i suoi parenti e gli amici più
intimi sapevano che egli fosse un Master di Kung Fu. Il suo segreto
venne svelato solo quando egli sbaragliò un gruppo di picchiatori che
aveva attaccato un uomo solo. Se Leung Lan kwai non fosse stato
costretto in quel momento a mostrare la sua abilità, la storia del
WingTsun sarebbe forse finita qui. Così invece successe che egli
trasmise il suo sapere a Wong Bo, un attore che faceva parte di una
troupe teatrale. All’epoca tutti gli attori dell’opera venivano chiamati
I giovani della giunca rossa”. Leung Lan Kwai originariamente non aveva
alcuna intenzione di insegnare ad altri questo sistema, ma l’onestà e il
senso della giustizia di Wong Bo lo distolsero dal suo proposito ed egli
lo accettò come allievo. A quei tempi la maggior parte dei “giovani
della giunca rossa” si occupava di arti marziali. Durante le loro
rappresentazioni si truccavano così pesantemente da diventare
irriconoscibili. Per questo motivo anche il Master buddista Chi Shin,
uno dei Cinque Anziani del monastero Shaolin, che come la monaca Ng Mui
era scampato al grande incendio, assunse l’identità di cuoco su una
“giunca rossa , per evitare di essere riconosciuto ed arrestato. Sebbene
egli avesse nascosto la sua vera identità per lungo tempo, si confidò ad
alcuni colleghi che non lo tradirono, ma che, al contrario, lo
protessero ripetutamente con successo nelle situazioni pericolose. Erano
tutti degli uomini dagli ideali onesti, e, soprattutto erano contro il
governo dei Manciu. Per questo si impegnavano segretamente a far
crollare questo regime, fondando delle società segrete che
intraprendevano azioni contro di esso. In questo modo Master Chi Shin
divenne il loro eroe. Egli insegnò loro l’arte del combattimento e, per
preparali all’imminente lotta contro i Manciu, li istruì nel kung Fu del
monastero Shaolin. Degno di essere menzionato tra gli allievi di Master
Shin era Leung Yee Tei; egli si trovava sulla giunca rossa non in
qualità di attore, ma di marinaio e governava la giunca con l’aiuto di
una lunga pertica. E chiaro, per questo, che tra tutte le tecniche
offerte dal Master Chi Shin, quella che egli preferiva era la tecnica
con i bastoni lunghi. Leung Yee lei ebbe molta fortuna, poiché Master
Chi Shin, uno dei pochi esperti dei bastoni lunghi, lo ritenne degno di
apprendere tali tecniche. Proprio attraverso Leung Yee Tei le tecniche
con il bastone lungo avrebbero trovato accesso al sistema WingTsun. In
età avanzata Leung Yee Tai trasmise l’arte del WingTsun a Leung Jan, un
famoso medico di Fatshan, una delle quattro città più importanti della
provincia Kwangtung, nella Cina del sud. Fatshan, molto trafficato per
via della sua posizione favorevole alla foce del fiume Perla, era un
famoso centro commerciale, crocevia di funzionari statali, ricchi
mercanti, operai e gente comune. Leung Jan, che lì aveva
un’erboristeria, proveniva da una buona famiglia, era colto, gentile e
disponibile; egli non si occupava solo dell’erboristeria, ma prestava
anche assistenza medica ai suoi concittadini. Essendo un buon medico
godeva della fiducia degli abitanti della città e il suo studio era
molto frequentato. Nel suo tempo libero egli si dedicava alla
letteratura e, con meraviglia di qualcuno, anche all’arte del
combattimento. Tuttavia, era piuttosto indeciso su quale stile seguire e
non aveva molta considerazione per te posizioni basse e per i lunghi
ponti, che agli altri apparivano forti e vincenti: a lui interessavano
poco gli stili che si affidavano quasi esclusivamente alla forza fisica,
come pure quelli che si basavano su movimenti eleganti ma poco pratici.
Ciò che cercava era un sistema i cui movimenti fossero semplici e che
si potessero eseguire in modo pratico ed efficace. Passò molti anni alla
ricerca di un sistema giusto e soprattutto di un bravo insegnante,
finché la sua pazienza venne ricompensata: incontrò Leung Yee Tai e da
lui apprese il sistema WingTsun. Leung Jan, grazie alla sua abilità, si
guadagnò ben presto il titolo di ‘re del Kung Fu” del WingTsun. La sua
fama lo costrinse però a sostenere diverse sfide: ambiziosi combattenti
lo costrinsero a difendere il suo titolo, ma questi venivano
regolarmente e rapidamente sconfitti. Ovunque il suo nome era noto, si
parlava con entusiasmo del suo titolo di re del Kung Fue delle
sue vittorie. Persino oggi, la vecchia generazione del Kung Fu parla
ancora con profonda ammirazione dei suoi combattimenti.Dal punto di
vista finanziario, non era necessario che Leung Jan insegnasse il
WingTsun: egli, infatti, lo faceva unicamente perché aveva bisogno di un
compagno di allenamento per i suoi studi sul sistema. Per questo motivo
aveva pochissimi allievi, tra i quali bisogna menzionare i suoi due
figli, Leung Tsun e Leung Bik. Ogni sera, dopo la chiusura della sua
farmacia, insegnava il WingTsun. Uno dei suoi allievi fu soprannominato
,,Wah, il taglialegna”, perché le sue braccia erano dure come il legno e
poiché spesso, durante l’allenamento, egli riusciva a rompere le grosse
braccia dell’Uomo di legno. Ogni sera, insieme ai suoi compagni di
allenamento, Wah perfezionava le sue abilità nel WT sotto la guida del
suo maestro Leung Jan. Vicino alla farmacia si trovava la bancarella di
un cambiavalute che era appassionatissimo di Kung Fu e che desiderava ad
ogni costo trovare un famoso Maestro. Trovandosi con la bancarella nei
pressi della farmacia di Leung Jan, egli aveva la possibilità di
ammirare da vicino le esibizioni del Maestro. Avrebbe dato chissà cosa
per poter diventare suo allievo. Leung Jan era però un ricco cittadino,
proveniente da una famosa famiglia, e l’umile Chan Wah Shun non aveva il
coraggio di chiedergli un tale favore, poiché aveva paura che la sua
proposta venisse respinta. Tutte le sere, dopo il lavoro, Wah il
cambiavalute, in punta di piedi si appostava davanti alla porta della
farmacia per osservare la lezione di WingTsun attraverso uno spiraglio.
Master Leung Jan era il suo idolo: neanche uno dei suoi movimenti,
effettuati con le mani o con i piedi, sfuggiva alla sua attenzione.
Giorno dopo giorno, il suo desiderio di apprendere il WingTsun cresceva
sempre più. Un giorno si fece coraggio e si rivolse a Leung Jan e, come
aveva previsto, la sua proposta venne cordialmente, ma decisamente,
respinta. Pur rimanendone naturalmente profondamente deluso, Wah non
abbandonò le sue speranze ed escogitò un piano per raggiungere il suo
obiettivo: un giorno, mentre Leung Jan era assente, Wah il taglialegna
portò un uomo molto forte nella farmacia dove si trovava solo Leung
Tsun, il figlio minore di Leung Jan. Avrete naturalmente già capito che
lo sconosciuto non era altri che Wah il cambiavalute che, osservando
regolarmente le lezioni dalla fessura della porta, aveva già imparato
abbastanza bene diverse tecniche di WingTsun. Leung Tsun volle
combattere con il cambiavalute non solo per vedere quanto avesse
imparato attraverso le lezioni ‘proibite”, ma anche per dimostrare la
sua superiorità. Egli, però, non si era duramente allenato come Wah il
taglialegna. Wah il cambiavalute si rese conto al primo contatto che il
suo avversario non era così forte ed abile come si era aspettato. Senza
volerlo, il colpo con il palmo della mano di Chan Wah Shun fu talmente
forte che Leung Tsun volò sulla sedia preferita di suo padre,
rompendola. Esterrefatti dall’esito del combattimento, temettero il
ritorno di Leung Jan che li avrebbe sicuramente puniti, vedendo che la
sua sedia preferita era andata distrutta. Per fare in modo che non se ne
accorgesse raccolsero i pezzi e lì assemblarono al meglio. La sera, dopo
cena, Leung Jan che voleva riposarsi un po’ sulla sua sedia prediletta,
sì trovò improvvisamente a terra! Interrogato il figlio, venne a sapere
dello sconosciuto e del combattimento. A Leung Jan interessava
particolarmente sapere in che modo Wah il cambiavalute avesse appreso il
WingTsun e scoprì che egli aveva osservato di nascosto le sue lezioni e
che aveva segretamente ricevuto lezione dal suo allievo Wah il
taglialegna. Leung Jan dopo aver rimproverato il taglialegna, poiché non
era permesso dare lezioni di Kung Fu senza il suo consenso, mandò a
chiamare Wah il cambiavalute. Temendo per il suo allievo “proibito” una
punizione da parte di Leung Jan, gli consigliò di non recarsi dal
Maestro, ma di rifugiarsi nel suo paese natio. Ritornato in farmacia,
egli apprese che Leung Jan non covava alcun desiderio di punizione e che
voleva semplicemente constatare l’abilità del cambiavalute. Felicissimo,
chiamò il suo amico che, una volta esaminato raggiunse finalmente il suo
scopo, venendo ammesso da Leung Jan. I Manciù governavano i cinesi da
oltre 200 anni, in questo modo riuscirono a divenir parte della cultura
cinese. li muro esistente agli inizi non esisteva quasi più e ciò si
manifestava nel fatto che non c’erano più sentimenti di Odio verso i
Manciù e che i cinesi avevano sempre maggiori possibilità di occupare
posti nel governo dei Ching. Il governo dei Ching (e cioè i Manciù) si
era abituato allo stile di vita cinese divenendo ben presto corrotto.
Attacchi da parte di altri Paesi erano all’ordine del giorno e molti
fattori stavano portando al graduare indebolimento del morale e del loro
potere militare. Una delle soluzioni era quella di rinforzare il potere
del Paese esercitando meglio i militari. A questo proposito ci si
rivolse a Chan Wah Shun e per questo gli si offri il posto di
istruttore-capo dei Soldati dell’8~ gonfalone, come veniva chiamata la
forza militare dei Mandò. Era una posizione prestigiosa e di potere.
Eppure per Chan Wah Shun, il successore di Leung Jan, non era un onore
essere capo-istruttore dei soldati Manciù. Esattamente come per il suo
Sifu, per lui la lezione di Kung-Fu era una passione e non una
professione. Chan Wah Shun, il cambiavalute, divenne quindi il
successore di Leung Jan. Alcuni dei nostri lettori che non conoscono a
fondo la tradizione cinese si sarebbero sicuramente aspettati che uno
dei due figli di Leung Jan -Leung Tsun o Leung Bik - diventassero i suoi
legittimi successori. Ma nel Kung-Fu cinese non esiste una successione
al trono di solito i figli di un Grandmaster si esercitano meno
duramente degli altri allievi, in primo luogo perché meno motivati ed
inoltre per il fatto di trovarsi spesso in contrasto con la Via seguita
dal padre. E’ certo che tutti i genitori desidererebbero che siano i
propri figli a diventare suoi successori e ciò è dimostrato anche dal
fatto che solo a loro insegnavano le tecniche più avanzate. Nella
maggior parte dei casi però, il figlio si accontentava del puro sapere
teorico, seguendo il motto “io so cose che tu non sai .”, e non si
curava di impadronirsi di qualcosa che avrebbe potuto ereditare dal
padre. Cosi il figlio, che conosceva solo la teoria ma quasi niente
della pratica, finiva con il diventare arrogante e geloso degli allievi
del padre. Per tale motivo, non i figli di Leung Jan, bensi Chan Wah
Shun divenne il suo successore; per questo non il figlio di Chan Wah
Shun, Chan Yu Min, bensì Yip Man divenne il suo successore; per questo
non uno dei figli di Yip Man (dei quali due insegnavano il Wing Chun),
bensi Leung Ting è la persona che attualmente ha l’onere di diffondere
il WingTsun nel mondo. Nonostante il figlio di Leung Ting pratichi il
Kung-Fu, nel WingTsun non esiste una successione al trono, cosa che vale
anche per le altre arti marziali cinesi, nelle quali l’unica cosa che
conta è l’abilità. Chan Wah Shun non aveva una sua scuola, ma affittava
di volta in volta dei locali seconde le esigenze. Nei suoi 36 anni di
insegnamento ebbe solamente 16 allievi, tra i quali suo figlio, Chan Yu
Min, un ragazzo maleducato che, con grande dispiacere di suo padre, era
spesso coinvolto in risse con giovani criminali della sua città. A causa
di ciò, Chan Wah Shun non trasmise a suo figlio le tecniche più avanzate
del WingTsun, ma le mostrò a sua nuora. Chan Yu Min fu più tardi
costretto ad apprendere dalla moglie quelle tecniche che il padre si era
rifiutato di mostrargli. Bisogna però ricordare che Chan Yu Min era
abbastanza esperto nell’impiego dei bastoni lunghi e così si guadagnò il
titolo di “re dei bastoni lunghi delle sette province” durante una
competizione. Come premio ricevette un gigantesco bastone lungo, sul
quale era inciso il suo nome e, allorché aprì una propria scuola, appese
tale bastone sulla porta per attirare allievi.Fu l’ultimo Gran Maestro
che tutti considerarono un leader. Di una famiglia benestante, ricco
proprietario di un terreno e di una via intera con tutti i suoi
immobili, Yip Man avrebbe potuto fare la vita comoda e sicura di un
“bohemien”, senza sporcarsi le mani con il lavoro. Ma all’improvviso e
sorprendendo tutti i familiari, il giovane Yip Man scoprì ben presto la
sua passione per le arti di combattimento (per un cinese colto e
benestante non era consentito scegliere il Kung Fu come hobby). Come
succede nei Paesi occidentali con la Boxe o la Lotta, le Arti Marziali
erano considerate in Cina lo svago delle classi inferiori. In realtà i
giovani intellettuali occidentali cominciarono ad interessarsi a questo
tipo di pratiche dopo averle infarcite con elementi pseudofilosofici. Al
contrario del Karate che in Giappone ed in Occidente si cominciò a
praticare nelle università per fare in modo che sia i professori che
gli allievi entrassero in contatto prima possibile con quell’arte, il
Kung Fu cinese continuò ad essere considerato come uno svago per la
classe operaia, che d’altra parte aveva sempre dato i migliori
combattenti, ma non degli istruttori che conoscessero anche a fondo le
base teoriche dell’arte. Di conseguenza, la maggior parte degli
istruttori di WingTsun erano (e tuttora lo sono) camerieri o cuochi,
ovvero gente che non aveva veramente capito la teoria e che dunque non
poteva tramandarla agli allievi. Yip Man fu una fortunata eccezione. Già
a 13 anni, Yip Man ebbe modo di frequentare le lezioni di Chan Wah Shun,
il discepolo preferito del Gran Maestro Leung Jan. Wah, il “cambia
valute”, non aveva una sua scuola di WingTsun, per questo era costretto
a prendere in affitto dei locali tutte le volte che era necessario, Il
padre di Yip Man ebbe la gentilezza di mettere a sua disposizione
l’antico tempio familiare del dan Yip, in modo che potesse utilizzarlo
da sala di allenamento ed impartire li le sue lezioni. Sfortunatamente,
Wah aveva pochi allievi, per via dei prezzi salati, In quanto figlio del
proprietario, per Yip Man fu facile entrare in contatto con Chan Wah
Shun. Le tecniche di Wah affascinarono il giovane Yip Man sin dal primo
momento, per cui decise di apprendere l’arte del WingTsun. Un giorno,
Yip Man consegnò al sorpreso Chan Wah Shun la somma di tre taele e gli
chiese di essere ammesso come allievo. Wah guardò insospettito il
giovane, chiedendosi da dove avesse tirato fuori quei soldi, Quando
parlò con il padre di Yip Man, seppe che li aveva “presi” dal suo
salvadanaio. Emozionato dalla fermezza e dal desiderio di Yip Man di
apprendere il WingTsun, Wah decise di accettarlo come allievo, anche se
gli diede le prime lezioni senza troppa convinzione, giacché non era
tanto sicuro delle capacità del giovane che considerava semplicemente un
membro della classe superiore, troppo sensibile in fondo per la pratica
delle Arti Marziali. Tuttavia, con l’aiuto della sua intelligenza ed il
sostegno dei suoi “fratelli di Kung Fu” più grandi, Yip Man riuscì ad
apprendere tanto in poco tempo e così riuscì anche a porre fine ai
pregiudizi di Wha, che incominciò ad insegnargli sul serio. Chan Wha
Shun dedicò 36 anni all’insegnamento, ed in quel periodo ebbe soltanto
16 allievi, fra i quali c’era suo figlio, Chan Yu Min. Tra tutti i suoi
discepoli, Yip Man fu il più giovane. Wah il “cambia valute” morì quando
Yip Man aveva 16 anni, Quello stesso anno, Yip abbandonò Fatshan per
trasferirsi a Hong Kong ed iniziare la sua attività docente presso il St.
Stephen’s College. Yip Man stava assiduamente continuando gli studi
scolastici, ma questo non gli impediva di battersi con i suoi compagni
europei, sconfiggendoli in ogni occasione, nonostante fosse più piccolo
di loro. Anni dopo confessò che a quell’epoca era molto arrogante e si
sentiva troppo sicuro di se stesso. Un giorno, un amico chiamato Lai gli
disse: ‘Nella nostra società c’è un praticante di WingTsun che ha più di
50 anni. È amico di mio padre. Avresti il coraggio di batterti con lui?”
Yip Man, giovane e pretenzioso, che in più non sapeva cosa significasse
perdere e non aveva paura di nessuno, accettò immediatamente la sfida,
Il suo amico lo portò in questa azienda che produceva seta, situata
nella Jervois Street, dove l’aspettava quell’uomo. Si presentò come il
signore Leung e gli disse: “Dunque sei allievo dell’onorevole Maestro
Chan Wah Shun, di Fatshan. Sei ancora molto giovane. Cosa hai appresso
dal tuo maestro? Hai già finito la Chum-Kiu?’ Ma Yip Man che era troppo
impaziente per combattere, non gli diede troppa retta, limitandosi a
dare delle risposte rapide e superficiali, mentre si toglieva il lungo
vestito per prepararsi al combattimento. Allora il signor Leung gli
disse che poteva attaccarlo a qualsiasi parte del corpo e che lui si
sarebbe limitato semplicemente a difendersi senza eseguire alcun tipo di
contrattacco e che in nessun caso gli avrebbe fatto del male. Ciò fece
in modo che Yip Man si arrabbiasse ancora di più. Tuttavia, attaccò con
calma e considerazione. Ma quell’uomo era capace di difendersi dagli
attacchi più forti in modo quasi indolente. In diverse occasioni Yip Man
cadde per terra, si alzò e continuò ad attaccare, ma soltanto per
scoprire che non aveva nessuna opzione. Poi si accorse che quell’uomo
era Leung Bik, il figlio minore di Leung Jan, di Fatshan, il Si-fu di
Chan Wah Shun (il cambia valute). Bisogna ricordare che Chan Wah Shun fu
il maestro di Yip Man. Ciò significa che il signor Leung era in realtà
il “fratello minore di Kung Fu” (Si-Dai) del maestro (Si-Fu) di Yip Man,
dunque apparteneva ad una generazione superiore alla sua e Yip Man
avrebbe dovuto chiamarlo ‘Zio” (Si Suk). Se Yip Man non fosse stato
così arrogante all’inizio, quando Leung Bik lo aveva interrogato,
avrebbe saputo tutti questi particolari da subito. Così decise di
continuare i suoi studi di WingTsun con Leung Bik, giacché il suo Sifu
era già morto. Doveva sfruttare quell’opportunità unica. Leung Bik, da
parte sua, riconobbe il grande potenziale che aveva quel giovanotto, al
quale mancavano soltanto un insegnamento adeguato e dell’esperienza.
Leung Bik promise a Yip Man di insegnargli WingTsun. Così, mentre Chan
Wah Shun fu per Yip Man l’equivalente di un ‘professore delle
elementari”, che gli insegnò, personalmente ed attraverso Ng Chung le
potenti tecniche basilari del WingTsun, può dirsi che l’intellettuale
Leung Bik, che aveva appreso da suo padre Leung Jan anche la “tecnica
dolce” (che teneva segreta) fu il suo “professore universitario” che
diede alle sue tecniche un’altra dimensione. Da quel momento Yip Man
segui per molti anni il suo nuovo Sifu Leung Bik, apprendendo tutti i
segreti del WingTsun. A 24 anni, Yip Man tornò nella sua città di origine, Fatshan, come un vero
maestro del WingTsun. Yip Man era figlio di un benestante, per tal
motivo ebbe a disposizione tutto il tempo che voleva per praticare
WingTsun insieme al SiHing Ng Chun So ed al suo allievo Yuen Kay Shan.
Yuen Kay Shan era soprannominato “Yuen il quinto” dato che era il quinto
figlio nella sua famiglia. A Fatshan tutti lo chiamavano in quel modo,
fino al punto che più tardi nessuno si ricordò più quale fosse il suo
vero nome. Pur essendo qualche anno più grande di Yip Man, nella
terminologia cinese del Kung Fu era invece suo “nipote” (SiDjuk),
perché Yip Man apparteneva ad una generazione di Kung Fu superiore
ovvero aveva iniziato prima la pratica del WingTsun. Tuttavia,
praticando insieme tutti i giorni, dimenticarono presto di appartenere a
delle generazioni differenti (qualcosa di molto strano nella tradizione
cinese), diventando ben presto amici per la pelle. A Fatshan Yip Man si
accorse di un fatto insolito ed anche inquietante: aveva superato tutti
i suoi colleghi più anziani (Si-Hing). Anche loro se ne accorsero e si
lamentarono, dicendo che lui aveva appreso qualcosa che il loro comune
maestro Chan Wah Shun non gli aveva insegnato. Per questo motivo lo
rimproverarono, soprattutto quelli che erano stati sconfitti, dicendogli
che si era allontanato dalla “vera teoria” del WingTsun e che non
insegnava un WingTsun “corretto”. (Curiosamente a Leung Ting che
apprese la “tecnica dolce” da Yip Man come allievo privato, gli furono
fatti più in avanti gli stessi rimproveri). Tutto ciò scatenò una serie
di discussioni fra Yip Man ed i suoi Si-Hing. Per fortuna Ng Chung So
chiarì questa situazione. Spiegò loro che il suo Sifu Chan Wah Shun,
nonostante fosse stato un gran maestro, non fu capace di insegnargli
completamente ciò che padroneggiava, perché non aveva la necessaria
formazione scientifica per spiegare la complessa teoria del WingTsun.
Leung Bik invece, non solo era un esperto in WingTsun, ma anche un
saggio, per questo fu capace di spiegare esattamente a Yip Man la teoria
essenziale del WingTsun. (Bisogna anche dire che quasi tutte le
pubblicazioni note sull’arte del combattimento di Yip Man sottolineano
la massima importanza della linea centrale, ma nessuno fuori dalla
scuola di Leung Ting è capace di spiegare correttamente questo
concetto). Questa è la differenza fondamentale tra Yip Man ed i suoi
colleghi più anziani. Yip Man non nutriva alcun interesse per la fama o
la ricchezza e non si vantò mai delle sue abilità davanti ad altri. Ma
si raccontano degli aneddoti curiosi, anche se delle volte un po’
esagerati, che testimoniano come certe volte sia stato costretto ad
usare le sue tecniche. Ad esempio: una volta l’anno si teneva una festa
a Fatshan alla quale partecipavano tutti i ricchi mercanti,
imprenditori e persone di spicco della comunità, nonché gente di altre
città vicine. In quelle occasioni la gente per strada era talmente tanta
che era difficile trovare un posto per guardare lo spettacolo. Ad una di
quelle feste partecipò anche Yip Man con alcune giovani signorine.
Vicino a loro si trovava un soldato. Yip Man in genere non amava troppo
i soldati. A quell’epoca chi diventava soldato era di solito un bandito
o un pigro. C’era un proverbio popolare che diceva che i bravi giovani
non diventavano soldati. Le accompagnatrici di Yip Man erano vestite
elegantemente e la loro bellezza ed il loro comportamento squisito
attirarono il soldato. A Yip Man non piacque che il soldato si
avvicinasse a loro signorine e che parlasse in modo scortese, dunque lo
rimproverò e cominciò a discutere con lui. Il soldato si sorprese
vedendo che Yìp Man non era un intellettuale teorico e si arrabbiò
ancora di più, tirò fuori la sua pistola e gliela puntò addosso. Yip Man
non ebbe la minima esitazione. Deviandogli il braccio, gli tolse la
pistola e levò il tamburo dell’arma con le dita. Prima che il militare
si riprendesse dallo spavento, Yip Man e le sue accompagnatrici erano
spariti. Questo episodio è stato descritto da diversi testimoni in
altrettanti modi. C’è persino chi dice che ruppe la pistola in due...
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