I 4 PRINCIPI DELLA FORZA
E’ necessario
imparare a rilassarsi e non fare affidamento sulla forza bruta per
sconfiggere l’aggressore, perché c’è sempre (o ci sarà) qualcuno più
forte di noi che può sopraffarci in un confronto di forza fisica.
Bisogna imparare a
lasciar andare la forza dell’avversario in maniera intenzionale e
controllata piuttosto che lottarci contro.
E’ necessario
imbrigliare la forza dell’avversario per usarla contro di lui.
Bisogna imparare la
propria forza in modo da aumentare la forza dell’aggressore che stiamo
usando contro di lui.
Attraverso
allenamenti intensi, gli studenti di WT imparano a prendere in prestito
l‘energia di attacco tramite una sorta di deliberata "cedevolezza". Le
parti del corpo attaccate si caricano così della forza dell’attacco
stesso e rilasciano quest’energia direttamente contro chi per primo l’ha
scagliata.
I 4 PRINCIPI
DI STRATEGIA
Primo
principio: Se la via è libera, vai avanti!
Il praticante di
Wing Tsun una volta che è stato aggredito, deve sempre sentire la
necessità di muoversi in avanti, cioè di muoversi direttamente verso il
suo avversario. Questo implica il movimento di entrambe le braccia (che
sono sospinte in avanti), delle gambe (passo o calcio), e il movimento
di tutto il corpo (che avanza, trasla).
Il praticante del
sistema Leung Ting dovrebbe sempre dirigere la sua energia verso l’asse
verticale del suo avversario (linea centrale), come se fosse attirato da
un magnete verso di lui.
Se il praticante WT
non trova ostacoli sul suo cammino, attaccherà sempre direttamente la
linea centrale dell’avversario con colpi di mano o di piede. Questo
significa che egli non attaccherà da un lato o da una certa angolazione,
ma che avanzerà attaccando dalla linea di minima distanza, senza
movimenti preparatori (caricamento) di piedi e mani.
Avanzare sia con le
mani che con i piedi ("energia che scorre in avanti" o "forward-flowing
energy") è il modo più appropriato per rispondere alle maggior parte
delle situazioni di scontro reale.

Secondo principio: Se la via non è libera, attaccati al tuo avversario!
Appena una delle
nostre braccia entra in contatto con quelle dell’avversario, manteniamo
la pressione verso la linea centrale senza ritrarre il braccio. Sia il
contatto che la pressione vanno mantenute.
I praticanti dei
sistemi di difesa tradizionali sono soliti scagliare un colpo e, se
questo viene "parato" o "intercettato", ritrarre immediatamente la mano
per affondarne un secondo.
Il WT considera
questo approccio fondamentalmente assai rischioso. Il nostro motto è "Se
il tua attacco incontra resistenza, non ritirarti, ma attaccati al tuo
avversario!".
Chiunque non segua
questa regola si espone a gravi pericoli se il suo opponente è un
esperto.
Terzo
principio: Se la forza del tuo avversario è superiore alla tua, cedi!
Se a contatto
avvenuto l’avversario esercita una forza o una pressione tale da
superare la nostra, allora le braccia del praticante di WT reagiscono in
maniera flessibile (reazione riflessa) guidate dallo stesso impulso
dell’avversario.
Diversamente dai
riflessi "innati", queste reazioni non sono possedute naturalmente da
ogni singola persona, ma devono essere sviluppate con l’allenamento
(durante le lezioni di Chi-Sao) con un istruttore esperto.
Appena il braccio
dell’avversario viene a contatto con il nostro, non importa in quale
punto, ed esercita anche la più piccola pressione, la risultante dei due
vettori-forza (intensità, direzione, verso e punti di applicazione di
attacco e "difesa") determineranno inevitabilmente una delle due cose: o
la deformazione del braccio (colpo fermato ma non attutito) o la
reazione di questo in maniera flessibile e inconscia (quindi senza
sprechi di tempo decisionale da parte del cervello). La seconda ipotesi
è quella più vantaggiosa, ovviamente, perché preserva dalle ferite ed
evita l’attacco avversario efficacemente ed in maniera "morbida".
La reazione è
guidata direttamente dal movimento di attacco dell’avversario. Questo è
quello che intendeva Bruce Lee quando disse : "La mia tecnica è la
tecnica del mio avversario". In altre parole, la tua unica azione è la
diretta, automatica reazione all’azione dell’avversario. E’ il suo
attacco che "guida" il tuo braccio verso una posizione che ti permette
di difenderti dall’attacco.
Quarto principio: Se l’avversario indietreggia, seguilo!
A causa della
permanente e costante pressione in avanti, il praticante del sistema
Leung Ting chiude automaticamente ogni spazio che si crea fra lui e
l’avversario, come un’ondata d’acqua che scorre senza tregua. Il quarto
principio è quindi la conseguenza diretta del mantenimento costante
della pressione in avanti.
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